Mamma mia!!!

30 06 2008

Ebbene si. Io al Pride non c’ero, fisicamente, ma é come se ci fossi stato. Dov’ero direte voi? Ero in un teatro, visto che avevo prenotato da ben 4 mesi i biglietti per il musical Mamma Mia, basato sulle canzoni degli Abba.

Non posso farvi un resoconto fotografico, dato che era vietato fare qualsiasi tipo di fotografia o ripresa, ma cerchero’ di essere il più dettagliato possibile nella descrizione di questo evento.

Location: Principato di Monaco - Grimaldi Forum - Salle de Princes

Sabato 28 Giugno, ore 20.30.

Attenzione! Spoiler

Qui di seguito verrà raccontata la storia sulla quale si delinea il musical. Se non volete saperla, andate via da qui! IMMEDIATAMENTE! :)

La storia si svolge in una isoletta greca. La giovane Sophie é prossima alle nozze. Non ha mai conosciuto il padre e scopre proprio prima di sposarsi un diario della madre che, proprio nel periodo del concepimento di Sophie, scrive come sia stata con tre uomini diversi. Sophie decide quindi di spedire tre inviti per il matrimonio ai tre possibili padri. All’arrivo dei tre é un rapido susseguirsi di sketch, momenti dedicati al ricordo, all’amore passato, ai tempi andati. La madre, Donna, non é molto convinta delle nozze della figlia, in più si vede arrivare questi tre ex amori (forse non tutti ex….SPOILERONE…) ma a lungo andare si convincerà della scelta della figlia. A contorno alle peripezie della madre due vecchie amiche di gioventu’ che cantavano con lei nel gruppo Donna e le Dynamos.

Il resto non ve lo racconto cosi magari non vi perdete la voglia di andare a vederlo, un giorno!

Ovviamente tutto condito con maestria tra una canzone degli Abba e un’altra.

Devo dire che il lavoro di costruzione della sceneggiatura sui testi delle canzoni é stato notevole. A non sapere che il lavoro é stato fatto al contrario, si direbbe davvero che le canzoni siano state cucite addosso allo spettacolo, quando in realtà é il contrario.

Note di colore: la scenografia é molto, molto essenziale. E’ una scenografia circolare che con la rotazione di volta in volta di due pannelli a mo di muro esterno di abitazione, ricreano le ambientazioni di cui lo spettacolo necessita.

Nel cast internazionale (quello che ho visto io), poca presenza di manzi. In compenso in sala sembrava per l’appunto di essere ad un pride!

La scelta della canzoni mi ha stupito. A parte i classici da “sbatti bene il culetto”, diverse canzoni che, per un fan come me sono molto conosciute, ma che in effetti non sono proprio del “mainstream” ABBA. Una su tutte Slipping Through my fingers.

Ottimo il finalone, dopo la chiusura della rappresentazione, con Donna e le Dynamos, i tre padri, e tutto il cast a cantare e ballare sul palco Mamma mia, Dancing Queen e Waterloo, vestiti a mo di Abba prima maniera! (vedi Eurovisione 74)

In autunno esce il film con Meryl Streep e Pierce Brosnan. Se dovesse valere 1/5 dello show che ho visto correrei a piedi a vederlo. Sono abbastanza convinto che il film sarà bellissimo! Intanto beccatevi il trailer….

Veramente brave le attrici principali, grandi voci grande espressività. Mi sono piaciuti tutti. Forse troppo “lirici” gli attori che rappresentavano i “padri” di Sophie





I Vanzina fanno peggio…

27 06 2008

Geni!!





DONNE! E’ arrivato l’arrotino…

27 06 2008

Grazie ad una conversazione Msn ,più o meno, mi pongo questi quesiti esistenziali:

- innanzitutto, come si diventa arrotino? Cioé, c’é l’istituto tecnico per periti arrotatori? Una laurea in arrotatologia?

- perché coltelli e ombrelli? E perché non anche le scope? O gli stendipanni? No, solo coltelli e ombrelli?

- perché nella frase dice “E’ arrivato l’arrotino” e dopo 4 secondi di pausa “……e l’ombrellaio”. Cioé sono la stessa persona, oppure due diversi che hanno diverse competenze.

- il jingle che diffonde é unificato secondo norme ISO o UNI?

- il jingle é declamato da un doppiatore professionista? Se SI chi?

- c’é un congresso nazionale degli arrotini?

- C’é un sito ufficiale degli arrotini, dove scaricare il jingle aggiornato alla ultima versione? (non ci credo c’é davvero !!!!  www.arrotino.com )

- perché poi dice “DONNE”? Agli uomini non arrota i coltelli? Cioé se uno é single e con l’ombrello rotto, cazzi suoi. L’arrotino da lui non ci va…

-perché nel jingle parla di “noi”? Plurale maiestatis oppure conferma che sono più di uno?

- c’é un arrotino solo che gira in tutta Italia, oppure ci sono diverse circoscrizioni arrotabili di cui ogni singolo utente é gestore?

Se ci fosse qualche arrotino che legge e volesse fornirmi qualche delucidazione in proposito, il mio weekend sarebbe più felice!

Arrotino





Muxtape

27 06 2008

Su consiglio di Andrew, mi sono creato un account Muxtape! (in tema con il post delle cassette di ieri).

Enjoy!

http://paopao.muxtape.com





Mi dia una Maxell da 90…

26 06 2008

Oggi sono nella fase nostalgia canaglia e mi vengono in mente un po’ di usi e costumi di noi ragazzi nati negli anni 70. Uno di questi  é la creazione di compilation su cassetta.

Chi di voi non ha mai fatto una cassetta per se o per amici?

La cassetta é un rito che si é ormai perso nell’indigestione tecnologica del 200.

C’era una cassetta per tutto. Per l’autoradio della macchina, per il walkman quando si andava al mare o in viaggio, oppure semplicemente per avere copia di quel brano del quale il tuo amico comperato il 45 giri.

Il rito era preciso e dalle regole chiare. C’erano cassette che meritavano di essere sverginate e quindi si comperavano nuove, meglio se al cromo e ancor meglio se di breve durata perché, si sa, le cassette di lunga durata alla fine perdono in qualità per cause dovute al trascinamento del nastro magnetico.

Altre cassette invece erano cassette di riciclo. Si ravanava nei contenitori alla ricerca di vecchie cassette da riscrivere e allora uscivano fuori reperti d’annata come ” Radio Onda Ponente - 21/05/1983″ oppure “Sanremo 1985 - RadioRai” o ancora ” Primi vagiti di Giorgetto”. Di solito l’utilizzo di cassette vecchie era dovuto ad una richiesta improvvisa, oppure al dover fare una compilation per qualcuno per il quale non si nutriva molto interesse e allora via, niente copertina, niente custodia: solo una scarna cassetta con tracce audio e una stricola adesiva sopra che cancellava le prove dell’antico reperto.

Erano le cassette più rischiose perché bisognava fare attenzione a cancellare veramente tutto il registrato, per non incappare nell’imbarazzante “orgasmo di Pina e Mario” tra una canzone della Oxa e una dei Dire Straits (si , so di gente che si registrava anche le performances a letto).

Le cassette nuove erano proprio, come dicevo un rito.

Innanzitutto bisognava stabilire la fonte di registrazione. Potevano essere una serie di dischi che qualcuno aveva comperato e che tu, giovane adolescente, non potevi permetterti. E allora partivano quelle session di registrazione dove prima si faceva partire la cassetta e poi il disco per prendere perfettamente l’inizio della traccia, dopo aver pulito perfettamente il disco. E stavi ad ascoltare il disco intero mentre il nostro reperto sonoro continuava a girare, girare, girare, fino all’odiato “TAC” che indicava la fine del nastro. Li volavano giù bestemmie, nel caso in cui la traccia non fosse ancora finita, cosa che obbligava a girare la cassetta e ricominciare o dal punto in cui si era interrotta la precedente, oppure dall’inizio vero e proprio del brano.

C’erano poi le registrazioni dalla radio, per avere gli ultimi successi sempre a portata di mano. Allora ti ritrovavi con nastri pieni di brani e jingles pubblicitari (che in fase di post produzione magari avresti tagliato), speaker dalle voci impostate e improbabili e inviti alla “sagra della pansarola” che si sarebbe svolta nel mese di agosto del 1987 in una non precisata località di villeggiatura.

Per me le registrazioni più importanti erano le compilation a tema. Per il walkman prima e, in epoca di patente, per la macchina poi. Erano compilation dai titoli altisonanti: “Love compilation” - ” Estate 91″ - “On the road” - “Cena dei cento”.

La scelta del brani era accuratissima a seconda del tema. Se la cassetta doveva essere il sottofondo sonoro di un qualche evento, la scaletta era crescente e seguiva la sceneggiatura idealizzata del nostro momento.

Oppure erano cassette di evasione, da ascoltare in improbabili walkman dalle dimensioni enormi e dalle cuffie di spugna color arancio o giallo sbiadito che dopo 5/6 ascolti al mare, si rovinavano a causa del salino e bisognava cambiarle perché lo spinotto faceva si che per ascoltare bene, bisognasse trovare un equilibrio perfetto. (quanti di voi non hanno mai tocchignato uno spinotto, girandolo alternativamente a destra o sinistra, perché si sentiva da un padiglione soltanto?). Queste cassette da mare ( o da tragitto casa/scuola) erano di solito dei pot pourri di brani che non avevano alcun senso logico ma che ci faceva piacere ascoltare (i precursori dell’odierna funzione Random in a folder). Io ad esempio su queste cassette potevo mettere un pezzo di Mango e successivamente qualcosa dei Depeche Mode e non c’era da scandalizzarsi per l’accostamento cosi’ arduo!

Per fare tutto cio’ ci voleva tempo, voglia e pazienza, ma poi il risultato finale era soddisfacente, non fosse altro per la fatica fatta!

Oggi, c’é più qualità, più fedeltà sonora e con un lettore MP3 di media portata sostituisco 150 cassette. In 5 minuti hai caricato l’Ipod di 2000 canzoni. Le hai taggate, divise per playlist, aggiunto la copertina, le informazioni, la valutazione e l’album. Il lettore non ingombra, lo infili in qualsiasi tasca, e ci puoi andare a correre senza aumentare il carico di sforzo come avresti potuto fare con un Walkman….

….ma nessuno mi leverà dalla testa il romanticismo che racchiudeva il gesto di creare una cassetta….





New template

26 06 2008

Vi piace……o siete tradizionalisti e dovrei tornare al passato?

A me, francamente, questo piace un sacco!





Vi giuro che…

25 06 2008

(oggi ho voglia di scrivere……..)

Se la Carfagna si occupa di questo qui, la vado a pescare a Roma a piedi!





Mai stata baciata!

25 06 2008

Ovviamente fa caldo e io non ho di meglio da fare, invece di addormentarmi la sera, che guardare un film fino alle ore 02.00. Se poi la protagonista del film é una tale Drew Barrymore e uno dei co-protagonisti é un certo Michael Vartan (del quale ignoravo l’esistenza fino a ieri, nipote della ben più nota Sylvie e che da oggi é diventato il mio attore preferito) e la trama si delinea sul filo del brutto anatroccolo che riesce a realizzarsi a qualche anno di distanza, si capisce perfettamente come io abbia potuto resistere fino a si tarda ora.

Aggiungimo gli ingredienti classici:

- tre puttanelle di liceo tutte trucco, fitness, moda e glam (praticamente il ritratto del gay medio)

- un ragazzetto pretendente di Drew (Jeremy Jordan) che, al pari del professore, meriterebbe miglior sorte, magari con me…

- una secchiona derisa da tutti

- un capo stralunato e un sottocapo che obbliga  Josie (Drew) a fare quello che non vorrebbe fare

-una serie di colleghi guardoni che grazie ad un circuito chiuso seguono le vicende della sventurata

- un finale scontato e banale che a confronto un finale della Fletcher é inaspettato

Per quanto riguarda la trama intera potete fare riferimento a Wikipedia.

E ora via, a cercare il film che mi terrà sveglio anche stanotte.

P.S. Povero Joel Coen, danno due suoi film entrambi alle 2 e qualcosa. Mister Hula Hoop e L’uomo che non c’era. Vabbé che é di nicchia pero’…..





Ciat [2]

25 06 2008

Protagonisti:

U= utente ignoto mai visto né conosciuto

P= Pao² con lo stesso nick del blog

U: ehi ciao! Il mitico PaoPao

P: Addirittura mitico!!!

U: Eh si se ne dice un gran bene

P: (alquanto pensieroso) Ah si? E chi lo dice?

U: beh sei gentile, carino, simpatico

P: (sempre più pensieroso perché non ho nemmeno una foto nel profilo che non riporta nemmeno una notizia personale se non la residenza) Ma ne sei sicuro?

U: si, si!

P: (definitivamente perplesso) beh, grazie!

U: (dopo due minuti buoni di silenzio) scusa ti ho scambiato per un altro.

Click!

Queste si che sono le grandi soddisfazioni della vita!





Mamma, mormora la bambina…..

24 06 2008

Ecco, io ne sono certo. Sarei il perfetto protagonista della canzone “Balocchi e Profumi” ovviamente nella parte della madre stronza e manibucate.

E non solo per la mia propensione all’acquisto in generale, quanto piuttosto proprio a quello dei profumi.

Io sono un vero maniaco dei profumi. Dopo la cancelleria e i dischi. In pratica se mi trovate un cd profumato che scrive, l’orgasmo é garantito.

Compero un profumo almeno al mese e sono tutti li, in bella mostra, sul mobile di camera mia.

Dalle essenze più fresche ed estive, agrumate, a quelle più intense, orientali.

Il primo profumo che ebbi tutto per me, me lo compero’ mia madre alla Standa quando avevo 11 anni.  Mi ricordero’ sempre la marca: CARON. Era una roba immettibile, eppure mia madre era convinta che fosse buono e io mi fidavo perché ho sempre sentito in lei quel buon profumo di signora madre di famiglia non esagerato, mai sopra le righe.

La prima volta che lo misi mi sembrava di aver avuto uno scontro con un camion di cloroformio. Mi ricordero’ sempre a scuola i commenti sul quel profumo orribile (del quale ahime ero conscio).

Dal quel momento in poi decisi che il mio profumo lo avrei scelto solo io e che sarei stato sempre all’avanguardia in fatto di essenze.

Quando i miei compagnucci usavano ancora MaliziaprofumodiintesaMusk, io potevo già vantare esperienze con Ralph Lauren, Givenchy e Chanel.

Quando tutti si spruzzavano CK One io li guardavo con disprezzo come per dirgli “carampane!” e mi intingevo in Comme des Garçons.

Quando si sentivano omoaffini solo perché si mettevano Le Male di Gaultier, io spiazzavo tutti e mettevo un maschissimo Dior!

E poi, solo il sottile piacere di sentirsi dire da tutte le donne, quando entri nel tuo locale abituale: “Tu si che hai sempre dei profumi fantastici” con tutti i tuoi amici etero che si guardano e ripensano al “comecazzosichiamailprofumochemisonomesso?”.

L’entrare in profumeria (la MIA profumeria di fiducia) per me é come entrare dal verduraio.

“Ciao J é arrivato qualcosa?”

“Guarda G se vuoi ti posso passare questo tester e questi campioncini che poi mi dici, che non ho avuto tempo di provarli”

“Certo J, piuttosto é poi arrivato il pacco con gli ultimi di P?”

“No purtroppo no”

“E io come faccio? Stasera ho invitati a cena, non posso mica farmi trovare con lo stesso profumo della settimana scorsa”.

“Come ti capisco caro G, come ti capisco….”

In pratica, se volete farmi cadere ai vostri piedi, letteralmente, la prima cosa che mi dovete dire quando ci incontriamo é “ma che buon profumo che hai, é per caso [nome corretto del profumo indossato al momento] ? (si, indossato, perché il profumo lo si indossa come un vestito…)

E se poi non sapete che cosa regalarmi, sappiate che il 21 settembre non é lontano…..