Mi dia una Maxell da 90…

26 06 2008

Oggi sono nella fase nostalgia canaglia e mi vengono in mente un po’ di usi e costumi di noi ragazzi nati negli anni 70. Uno di questi  é la creazione di compilation su cassetta.

Chi di voi non ha mai fatto una cassetta per se o per amici?

La cassetta é un rito che si é ormai perso nell’indigestione tecnologica del 200.

C’era una cassetta per tutto. Per l’autoradio della macchina, per il walkman quando si andava al mare o in viaggio, oppure semplicemente per avere copia di quel brano del quale il tuo amico comperato il 45 giri.

Il rito era preciso e dalle regole chiare. C’erano cassette che meritavano di essere sverginate e quindi si comperavano nuove, meglio se al cromo e ancor meglio se di breve durata perché, si sa, le cassette di lunga durata alla fine perdono in qualità per cause dovute al trascinamento del nastro magnetico.

Altre cassette invece erano cassette di riciclo. Si ravanava nei contenitori alla ricerca di vecchie cassette da riscrivere e allora uscivano fuori reperti d’annata come ” Radio Onda Ponente – 21/05/1983″ oppure “Sanremo 1985 – RadioRai” o ancora ” Primi vagiti di Giorgetto”. Di solito l’utilizzo di cassette vecchie era dovuto ad una richiesta improvvisa, oppure al dover fare una compilation per qualcuno per il quale non si nutriva molto interesse e allora via, niente copertina, niente custodia: solo una scarna cassetta con tracce audio e una stricola adesiva sopra che cancellava le prove dell’antico reperto.

Erano le cassette più rischiose perché bisognava fare attenzione a cancellare veramente tutto il registrato, per non incappare nell’imbarazzante “orgasmo di Pina e Mario” tra una canzone della Oxa e una dei Dire Straits (si , so di gente che si registrava anche le performances a letto).

Le cassette nuove erano proprio, come dicevo un rito.

Innanzitutto bisognava stabilire la fonte di registrazione. Potevano essere una serie di dischi che qualcuno aveva comperato e che tu, giovane adolescente, non potevi permetterti. E allora partivano quelle session di registrazione dove prima si faceva partire la cassetta e poi il disco per prendere perfettamente l’inizio della traccia, dopo aver pulito perfettamente il disco. E stavi ad ascoltare il disco intero mentre il nostro reperto sonoro continuava a girare, girare, girare, fino all’odiato “TAC” che indicava la fine del nastro. Li volavano giù bestemmie, nel caso in cui la traccia non fosse ancora finita, cosa che obbligava a girare la cassetta e ricominciare o dal punto in cui si era interrotta la precedente, oppure dall’inizio vero e proprio del brano.

C’erano poi le registrazioni dalla radio, per avere gli ultimi successi sempre a portata di mano. Allora ti ritrovavi con nastri pieni di brani e jingles pubblicitari (che in fase di post produzione magari avresti tagliato), speaker dalle voci impostate e improbabili e inviti alla “sagra della pansarola” che si sarebbe svolta nel mese di agosto del 1987 in una non precisata località di villeggiatura.

Per me le registrazioni più importanti erano le compilation a tema. Per il walkman prima e, in epoca di patente, per la macchina poi. Erano compilation dai titoli altisonanti: “Love compilation” – ” Estate 91″ – “On the road” – “Cena dei cento”.

La scelta del brani era accuratissima a seconda del tema. Se la cassetta doveva essere il sottofondo sonoro di un qualche evento, la scaletta era crescente e seguiva la sceneggiatura idealizzata del nostro momento.

Oppure erano cassette di evasione, da ascoltare in improbabili walkman dalle dimensioni enormi e dalle cuffie di spugna color arancio o giallo sbiadito che dopo 5/6 ascolti al mare, si rovinavano a causa del salino e bisognava cambiarle perché lo spinotto faceva si che per ascoltare bene, bisognasse trovare un equilibrio perfetto. (quanti di voi non hanno mai tocchignato uno spinotto, girandolo alternativamente a destra o sinistra, perché si sentiva da un padiglione soltanto?). Queste cassette da mare ( o da tragitto casa/scuola) erano di solito dei pot pourri di brani che non avevano alcun senso logico ma che ci faceva piacere ascoltare (i precursori dell’odierna funzione Random in a folder). Io ad esempio su queste cassette potevo mettere un pezzo di Mango e successivamente qualcosa dei Depeche Mode e non c’era da scandalizzarsi per l’accostamento cosi’ arduo!

Per fare tutto cio’ ci voleva tempo, voglia e pazienza, ma poi il risultato finale era soddisfacente, non fosse altro per la fatica fatta!

Oggi, c’é più qualità, più fedeltà sonora e con un lettore MP3 di media portata sostituisco 150 cassette. In 5 minuti hai caricato l’Ipod di 2000 canzoni. Le hai taggate, divise per playlist, aggiunto la copertina, le informazioni, la valutazione e l’album. Il lettore non ingombra, lo infili in qualsiasi tasca, e ci puoi andare a correre senza aumentare il carico di sforzo come avresti potuto fare con un Walkman….

….ma nessuno mi leverà dalla testa il romanticismo che racchiudeva il gesto di creare una cassetta….





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26 06 2008

Vi piace……o siete tradizionalisti e dovrei tornare al passato?

A me, francamente, questo piace un sacco!