Fenomenologia della fauna discotecara - Parte I

9 07 2008

Come già dissi in precedenza, io mi diletto a fare il DJ, sia in discoteca che in giro per locali.

E’ proprio l’ambiente discoteca che mi ha portato negli anni a giungere ad una classificazione dei frequentatori di discoteca (per inciso, io ho sempre lavorato in discoteche etero, quindi il discorso delle ghei disco lo posso fare da cliente….) e a seconda degli usi e costumi che questi hanno.

Ci sono differenti categorie di avventori. Per la prima puntata di oggi comincerei con l’analizzarne tre:

- l’abitudinario

- l’anticipatario

- il piacione.

L’abitudinario é quel cliente che, per motivi differenti, arriva sempre allo stesso orario e negli stessi giorni. Difficilmente cambia vestito o modo di vestirsi. Forse perché ritiene di essere bello cosi o forse perché ha poco altro nel guardaroba. Si presenta alla porta e non saluta quasi nessuno; di solito fa un cenno con la testa e abbozza un sorriso.

La prima cosa che fa l’abitudinario é andare al bagno. Lo vedi infilarsi rapidamente nel corridoio che conduce ai servizi, con espressione quasi affranta e lo vedi riuscire qualche minuto dopo con il sorriso stampato sulle labbra, pronto per la seconda tappa della serata: il bar.

Si avvicina al bancone e il barista gli prepara, appena lo vede, il solito cocktail (due cubi di ghiaccio e una fettina di lime). Nel caso in cui non voglia il cocktail, per un caso strano (gastroenterite, stomaco pesante o altro), PRIMA di recarsi al bagno passa al bancone e grugnisce qualcosa del tipo “Stasera niente…poi ti spiego!”.

Agguantato il cocktail, l’abitudinario di solito si butta in un angolo, possibilmente buio ma da dove possa scrutare bene tutto il locale. Si appoggia stancamente all’angolo e sta li, anche tutta la sera.

L’abitudinario NON BALLA. Ogni tanto si lascia andare se c’é qualche canzone che lo ispira e allora ondeggia a mo di sedia a dondolo orizzontale, le anche, con movimento congruo della testa.

L’abitudinario odia la ressa attorno a lui (e che ci fa in discoteca? Boh!), quindi appena un capannello di gente si appropinqua, lui con faccia disgustata e sofferente, si sposta gatton gattoni dal suo angolino di paradiso fino a trovarne un altro e proseguire cosi ad libitum.

Visto che arriva sempre alla stessa ora, va via anche alla stessa ora e di solito non sta mai più di tre ore.

Di solito quando va via, pare enunci una serie di improperi verso quanto gli hanno pestato i piedi e di solito annuncia che non metterà mai più piede li dentro, salvo poi ritornarci la sera dopo.

L’anticipatario é colui il quale é davanti alla discoteca ancora prima che apra. Anche 15/20 minuti prima.

Sta li davanti alla porta, anche se non c’é coda. Appena si apre la porta timidamente entra e si guarda attorno, mentre ancora tutti i lavoratori si stanno sistemando (la sicurezza con i microfoni, il dj che mette a posto i dischi e sta passando brani improbabili per far ridere i camerieri e che si incupisce quando vede che “é entrato un cliente” e quindi deve staccare “Baciami” di Marcella Bella perché deve mettere una musica più “cool”, i camerieri che si grattano ancora un po’ e il barista che sta finendo di pulire il bancone con la sua sigaretta tra i denti).

All’arrivo dell’anticipatario, per quanto detto sopra, di solito la reazione di tutti é “chepppalle!!!”, perché vuol dire che per uno solo, si deve cominciare lo standard che poi sarà di tutta la serata.

L’anticipatario appena entra si gira intorno come stupito. A volta si lascia sfuggire un “ma é ancora vuoto!!!” (al quale si risponde, “cosa credi che i clienti noi li cloniamo e li teniamo in freezer per far si che alla apertura ci sia la pista piena di gente fatta e ubriaca?”). Si siede in un divanetto e aspetta il cameriere che lo vada a servire (anche se la logica vorrebbe che visto che ci sei solo tu, fai prima ad andare al bancone direttamente).

Ordina il suo cocktail (analcolico o poco alcolico)  e si accascia sul divano aspettando almeno un’ora prima che altri figuri entrino a fargli compagnia.

Esiste anche nella variante abitudinario-anticipatario, che é come la luna nera. Quando lo vedi ti tocchi. Noioso all’inverosimile e pure spaccacazzo!

Il piacione é l’animale da discoteca e non rientra in nessuna delle categorie precedenti.

Il piacione non arriva mai prima delle 2.00. Già a 50 metri dall’ingresso, urla, si sbraccia, saluta e manda baci a tutti, per far vedere che sta arrivando. All’ingresso conosce tutti, dai buttafuori al cingalese con le rose (che chiama per nome e gli dice di chiamarlo il giorno dopo per telefono). Stringe mani e bacia guance.

Non é quasi mai da solo perché il suo status gli impone di far vedere agli amici che lui é il ras della discoteca. Ha sempre il tavolo prenotato anche se poi non verrà.

Di solito quando arriva alla coda si alza sulle punte come nemmeno la Fracci, affinché il proprietario possa fargli stancamente cenno con la mano di passare. Di solito si intrattiene all’ingresso con il proprietario (creando coda) e conclude l’intervento con un sibillino “poi ti devo parlare”, come se si trattasse di affari loschi oppure moooolto riservati.

Di solito é sempre vestito griffato e “alla moda” (a suo modo di vedere).

Spesso in camicia perfettamente stirata, che dopo qualche ora sarà fuori dai pantaloni, macchiata di cuba libre.

Al suo tavolo passano tutti in processione. Donne, uomini, animali, ghei, etero e trans. E lui conosce e bacia tutti e ha una buona parola per tutti.

Generoso offre spesso da bere e nel clou della serata sale piedi sul tavolo a ballare (in modo che ritiene sensuale, con qualche cozza sudata a fianco, che probabilmente a fine serata gliela darà, ….magari condita da qualche stupefacente…)

Il piacione lascia mance e per questo i camerieri si lottano il suo tavolo come atlete della ex DDR di lotta libera.

Il piacione é la categoria più odiata dal DJ. Perché il DJ in fondo é un bravo cristo (almeno io) e il piacione é, di solito, anche espertone (a suo dire) musicale. Quindi quando lo vedi arrivare a fianco alla console, ti fai il segno della croce e ti tocchi la dove vorresti essere toccato da altri (magari dal piacione stesso) ma sai già che ti chiederà : “….Oh DJ! Metti un po’ di musica più……..” lasciandoti con i punti di sospensione. Al che tu pensi , più cosa? Più lenta? Veloce? Vecchia? Niente di questo…..é solo musica più. Devi capire tu che musica vuole il piacione….ti pagano per questo! Oppure viene li e ti fa il masturbone di mezz’ora sull’ultimo pezzo di Benny Benassi che lui ha sentito tramite un suo amico DJ di Tenerife che gli ha mandato una mail che bla….bla…bla…. con un alito fetecchioso perché si é gia bevuto 6 drink e tu stai diventando biondo platino come nemmeno Truciolo ai tempi

Il piacione fa chiusura! Non te lo smolli prima delle 5 e di solito quando tu hai messo l’ultimo pezzo urla con la voce da Lino Toffolo “EHI DJ ANCORA UNO DAI……CAZZO CHE DEVO PORTARMI STA FIGA VIA! METTI UN BEL PEZZO”.

Tu non lo caghi e gli sbatti su “Vola” di Mia Martini… la serata muore e lui con essa (si spera)!

Prossime categorie in altre puntate!

Bye!


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2 risposte a “Fenomenologia della fauna discotecara - Parte I”

10 07 2008
ConsorzioManzetti (09:45:17) :

E io in che categoria sto? beh, forse è meglio non saperlo… :P

10 07 2008
paopao1976 (10:27:17) :

@consorzio: ehhhhh…c’é da aspettare mio caro! Ancora molte sono le categorie che devo enucleare.. (uhhhh che bel termine “enucleare”…) :)

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